Patagonia

Fin da piccolo guardavo la carta geografica e mi chiedevo cosa ci fosse mai alla fine del mondo, come era il mondo dove tutte le strade finiscono … finalmente questo desiderio è stato esaudito, sono andato fin dove la mia curiosità mi ha portato a viaggiare per anni con il pensiero … eccomi finalmente qui, nelle terre della a sud del sud, in Patagonia (per una descrizione più approfondita su questo viaggio puoi andare su www.lappetitovienviaggiando.com)

Dopo un giorno “interlocutorio” trascorso nella calura estiva di Buenos Aires a visitare, tra le altre cose, la casa Rosada, Plaza de Mayo e la tomba di Evita Peron, finalmente si parte alla volta di Puerto Madryn, prima tappa della nostra avventura, il trampolino di lancio verso la Penisola Valdes e Punta Tombo.

Il primo giorno lo dedichiamo alla Penisola Valdes dove abbiamo la possibilità di ammirare i Guanacos, camelidi tipici della Patagonia, una nutrita colonia di leoni ed elefanti marini sulle spiagge di CaletaValdes e Punta Norte e, durante l’escursione in battello a Puerto Piramides, isolette abitate quasi esclusivamente da Cormorani reali. Purtroppo la speranza che in questa gita potessimo incontrare le balene e soprattutto con le orche svanisce quasi subito … però lo sapevamo, siamo a Gennaio, e questo non è il periodo di cetacei in questi mari … il tutto a beneficio delle nutrite colonie di leoni marini che possono prendere il sole e fare il bagno in assoluta tranquillità.

Puerto Piramides

Il secondo giorno il programma prevede la visita a Punta Tombo dove veniamo accolti da una schiera di simpatici e bellissimi pinguini della specie Magellano pronti fin dalle prime ore della giornata a dare il benvenuto alla moltitudine di turisti che giornalmente affollano questa riserva naturale di una bellezza unica; si passeggia insieme ai pinguini, si ammirano mettersi in posa per le foto di rito e quando, tutti in fila, si avviano verso la vicina spiaggia per un bel bagno rinfrescante … si respira veramente un’aria di assoluta tranquillità e, ad essere sinceri, non si andrebbe mai via da questo posto. Ed alla fine come non confessare quello che abbiamo pensato: portare via con noi un pinguino !!!

Dopo una breve escursione a Gaiman, piccolo villaggio abitato principalmente da emigrati irlandesi, ed una ricca abbuffata di carne alla brace con birra argentina, eccoci pronti a volare verso Ushuaia, la città alla “fin del mundu”, tra il Canale di Beagle e la Terra del Fuoco.

Terra del Fuoco

Arriviamo ad Ushuaia atterrando su un lembo di terra in mezzo al Canale di Beagle, subito via alla scoperta della città apprestandoci a vivere tre giorni intensi, fatti di trekking, passeggiate e giri in canoa nella terra del fuoco scortati dall’alto dai condor delle Ande, della immancabile visita al Correo, l’ufficio postale più a sud del mondo, della navigazione in battello nel Canale di Beagle tra pinguini, cormorani reali e leoni marini appollaiati sulle tante isolette dell’arcipelago e poi della magia di Ushuaia, la città dove tutto finisce e dopo la quale ci sono solo i ghiacci dell’Antartide.

Hushuaia

Dopo aver assaporato e finalmente visto cosa c’è alla “fin del mundo”, ci si accorge che il viaggio sta quasi per terminare, ormai non resta che l’ultima parte quella del Lago Argentino e del Parco nazionale dei Ghiacciai.

La nostra destinazione èquindi El Calafate, graziosa città sul lago Argentinodove una marea rosa fatta di fenicotteri entrano ed escono dall’acqua sulle loro lunghe e sottili zampe e dove si può ammirare un cielo limpido ormai lontano ricordo per chi come noi ha la “fortuna” di vivere in una metropoli.

Ma El Calafatenon è altro che la nostra anticamera verso il Parco Nazionale dei Ghiacciai, là dove ci aspetta il momento dell’incontro con Sua Maestà il Perito Moreno !!!

Perito Moreno

Dopo un viaggio di un’ora su strade sterrate eccoci al cospetto del Re dei Ghiacciai, uno spettacolo maestoso ed impressionante che ti lascia senza fiato … pareti di ghiaccio alte oltre 60 metri con le sue guglie e le sue caverne dalle sfumature azzurro cristallino e blu … nessuna foto mai potrà rendere giustizia a quello che è veramente il Perito Moreno, uno spettacolo unico ed inimitabile che solo chi ha avuto la fortuna di poterlo vedere può cercare in qualche modo di descrivere.

Nulla da eccepire anche riguardo gli altri ghiacciai del Parco Nazionale … bellissimi tutti, Spigazzini, Onelli, Upsala, … nulla però in confronto alla meraviglia ed alla maestosità del Perito Moreno … come dire, si gioca per il secondo posto !!!

Ancora oggi mi ritrovo a guardare le foto dei posti visitati, spesso mi sembra di essere ancora lì, a sud del sud, tra le acque dei mari “alla fin del mundo”, a guardare quella pista di atterraggio dritta tra lembi di terra in mezzo a tanto mare, a fare trekking in quei boschi, tra quei ghiacci, con lo sguardo verso quel cielo, quella atmosfera … “al menos una vez en la vida” … si, almeno una volta nella vita, tutti dovrebbero andarci.

Massimo – www.lappetitovienviaggiando.com

Twitter: lappevienviaggiando

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